martedì 9 febbraio 2010

Gnocchi di patate con un tocco di vaniglia




Una delle mie (tante, lo ammetto…) passioni culinarie sono gli gnocchi di patate. 
Quando ero bambina mia nonna li preparava spesso, quindi si può dire che, con gli gnocchi, ci sono nata. 
Il condimento era o burro fuso, o ragù di carne; non era previsto, o prevedibile, null’altro. 
Da grande ho preso a prepararli in modo un po’ più vario. Questa di oggi è una variante della versione al burro fuso.

Patate farinose e sode
farina bianca 00
rosso d’uovo
sale
burro, olio
vino bianco secco
pepe bianco
stecca di vaniglia 

Premessa: le patate (non importa se bianche, gialle o viola) devono essere sode e del tipo farinoso, ovvero ricche di amido; quindi gli gnocchi sono una preparazione tipicamente invernale, quando le patate sono più asciutte per naturale disidratazione. 

Inoltre: la quantità di farina purtroppo non può essere indicata a priori; infatti non è semplicemente in proporzione al peso delle patate, ma anche della loro qualità, capacità di assorbimento, contenuto di amido… Insomma, si va a occhio! Il risultato deve essere un impasto morbido, ma compatto, non appiccicoso e nemmeno gommoso. 

Posso capire che sembri una cosa difficile per chi è alle prime armi: non lo è, assolutamente; basta provare, male che vada si è buttata via una mezz’ora di tempo e un chilo di patate, il che non è un danno irreparabile. 

Comunque: lavare le patate e farle lessare con la buccia. Una volta lessate sbucciarle e schiacciarle con l’apposito schiacciapatate (non con la forchetta, altrimenti si rischia un risultato irregolare) mentre sono ancora molto calde; quindi stenderle sul piano di lavoro e lasciarle raffreddare. 

Una volta fredde raccoglierle a forma di… "cono vulcanico", gettarci un rosso d’uovo, un pizzico di sale e cominciare a mescolare delicatamente con una forchetta, quindi aggiungere pian piano della farina bianca e continuare a impastare con le mani. 

Quando l’impasto è pronto formare dei piccoli cilindri, tagliarli a tocchetti e formare gli gnocchi passando ogni tocchetto sui rebbi di una forchetta, o sull’apposito attrezzo riga-gnocchi.
Questa operazione va fatta su un piano infarinato con le mani infarinate e gli gnocchi finiti vanno conservati su un vassoio di carta, oppure su un canovaccio, sempre leggermente infarinati.

Mettere al fuoco una pentola grande con acqua leggermente salata e in cui si sia aggiunto un pochino di olio. 

Intanto, in un pentolino, mettere a sciogliere del burro (meglio abbondare per una volta, perché gli gnocchi sono buoni se ben conditi) e vino bianco pari alla metà del peso del burro, un pizzichino di sale, un po' di pepe bianco e un pezzetto di stecca di vaniglia aperta e dalla quale vanno raschiati i semi. 

Far sobbollire dolcemente fino a che il composto non ha dimezzato il suo volume. 

Quando l’acqua bolle gettare gli gnocchi pochi per volta, scolarli delicatamente appena vengono a galla e disporli in una zuppiera, condendoli man mano con il sugo di burro alla vaniglia. 

Personalmente non amo il formaggio sugli gnocchi, ma, se lo volete, potete spolverare il tutto con del parmigiano grattugiato non troppo stagionato, in modo da non coprire l’aroma di vaniglia. Servite immediatamente.

4 commenti:

  1. Anche a me ricordano le ricette della nonna, sapori antichi che ormai si stanno perdendo a vantaggio dei Giovanni Rana di turno... Comunque ti ammiro molto per la passione e la pazienza che metti nelle tue ricette, devi essere una persona speciale****

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  2. anch'io associo agli gnocchi il ricordo della mia favolosa nonna che in due minuti ne preparava a decine! io sono molto imbranata ...l'impasto non viene mai come vorrei! proverò la tua ricetta! grazie
    (p.s.: mi piace l'idea della vaniglia!complimenti!)

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  3. Ottima idea la vaniglia, i miei figli dicono sempre che gli gnocchi di patate non sanno di nulla... Spero di riconquistarli con questa variante perchè a me e a mio marito piacciono moooolto!!!

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  4. Questa è da provare subito, se l'avessi letta prima mi sarei cimentata già domenica. Complimenti per l'idea del blog "comprensibile", ne ho girato tanti ma per me parlano un linguaggio troppo tecnico e volutamente elitario che scoraggia le principianti. Ora attingerò dall'orata :-o

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