sabato 15 gennaio 2011

Branzino al sesamo


Questa ricetta semplicissima me l'ha ispirata un pezzetto di croccante di sesamo. Il mio cervello e il mio cuore erano preparati alla cubbaita di siciliana memoria… e sono rimasti delusi. 

Il croccante in questione era solo dolciastro e i semi di sesamo si intuivano oleosi e tostati male. Vabè, colpa mia: mi aspettavo troppo.

Tornata a casa, ho controllato di avere ancora scorta di semi di sesamo, visto che era da un po’ che non li usavo, e mi sono riproposta di introdurli al più presto in qualche ricetta. In pratica, qualsiasi cosa avessi cucinato per pranzo ero certa che ci avrei infilato i semi di sesamo…

Branzini da porzione
patate
semi di sesamo
olio, sale, pepe bianco
aglio, peperoncino in polvere
timo e finocchietto secchi (*)
aceto 
Spanciare, lavare e, per sicurezza, squamare velocemente i branzini con l’apposito attrezzo (la pelle va tolta, ma sempre meglio non avere fastidiose squame vaganti). 

Poi togliere la testa, le pinne dorsali (utilizzando una forbice robusta) e, infine, spellarli completamente, lasciandoli interi.

Sbucciare le patate, affettarle sottilmente con una mandolina facendo via via cadere le fette in acqua acidulata. Lasciarle a perdere amido per circa venti minuti.

In una padella moto larga e bassa far scaldare olio aromatizzato con pepe bianco, peperoncino, timo, finocchietto e uno o più spicchi di aglio spappolati, quindi gettarvi le fette di patata e farle saltare per una decina di minuti muovendo continuamente la padella. 

Trascorso questo tempo adagiare i pesci sulle patate, bagnare con pochissima acqua, incoperchiare e lasciar cuocere su fuoco molto dolce per circa 8 minuti, smuovendo a tratti la padella; girare i pesci, ribagnare con pochissima acqua e completare la cottura.

Togliere i pesci dalla padella e mantenerli al caldo; gettare una manciata di semi di sesamo sulle patate, aggiungere un filo di olio, mescolare velocemente su fuoco vivace in modo che le patate si asciughino completamente; quindi farle scivolare sul piatto di portata, salare il tutto leggermente, adagiarvi i pesci e servire in tavola.

(*) Io ho usato erbe selvatiche raccolte quest’estate e fatte seccare in casa. In alternativa al timo selvatico va benissimo quello coltivato sul davanzale. Il finocchietto, invece, sul davanzale proprio non ne vuole sapere di crescere; però l’isola ne è piena e quindi consiglio di farne una bella scorta al momento della fioritura e di farlo seccare distendendo le infiorescenze tra due fogli di carta pulita. Quando sarà ben secco, sbriciolarlo delicatamente e conservarlo in un barattolo a chiusura ermetica.

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti non sono moderati, quindi mi affido alla vostra capacità di essere gentili ed educati :-)
Se lo desiderate, potete anche mandarmi un messaggio privato. L'indirizzo lo trovate in alto a destra, sulla home page