martedì 11 gennaio 2011

Tagliolini alla quasi-aragosta


Domenica primaverile, qui sull’isola! Una meraviglia assoluta. 

Dovrei esserci oramai abituata e invece ogni anno rimango a bocca aperta davanti alla splendida luminosità di certe giornate, alle sfumature indescrivibili del mare, alla varietà delle fioriture spontanee (ma ci crederete che scopro continuamente dei fiori che non avevo mai visto?), alla forma buffa di quelle nuvole che paiono seppie tinte dal tramonto con ogni sfumatura di rosa e indaco… 

Insomma: non importa se poi il lunedì stendete il bucato e dopo dieci minuti si scatena il temporale! La domenica è stata meravigliosa. 
E io l’ho passata passeggiando per il porto dove mi sono imbattuta in queste meravigliose nasse. E da lì alla voglia di aragosta il passo è breve. Beh, aragosta no, ma qualche gamberone conservato in freezer il 31 dicembre c’è e c’è anche la pasta fresca del negozio di fiducia. A casa: mi è venuta fame!


Gamberi
tagliolini (meglio se pasta fresca), oppure linguine
pomodori ciliegini
cipollotto fresco e tenero
olio extravergine di oliva
sale, peperoncino
limone
foglie di prezzemolo e sedano fresche

Pulire i gamberi eliminando la testa (da conservare per un brodo di pesce) e il guscio, oltre al filamento nero. 

Tritare con una mezzaluna alcune tenere foglie di sedano e di prezzemolo raccogliendole in una ciotola. 

Mondare e affettare sottilmente il cipollotto (eliminando, se serve, le guaine più esterne che si possono lavare e conservare per una minestra); mettere anch’esso nella ciotola e condire il tutto con un bel po’ di olio, un po’ di sale e peperoncino in polvere a piacere. Lasciar riposare circa 20 minuti.
Far bollire abbondante acqua con un pizzico di sale. Immergervi i pomodorini e lasciarli sobbollire un paio di minuti. Toglierli dall’acqua con una schiumarola e, mentre sono ancora bollenti, spellarli, ridurli a piccoli pezzi e gettarli nella ciotola.
Lessare la pasta in abbondante acqua salata (se usate pasta fresca non dimenticate di aggiungere all’acqua un cucchiaio di olio).

Aggiungere alla stessa acqua di cottura di pomodori un paio di fette di limone e, dopo alcuni minuti, quando è ripreso il bollore, immergervi le code di gambero pulite (io ne ho usato tre per commensale); calcolare non più di un minuto, estrarle e tagliarle a pezzi non troppo piccoli. 
Scolare la pasta, versarla nella ciotola del sugo, unire le code e mescolare velocemente. Servire subito.



4 commenti:

  1. Concordo: sulle nuvole-seppia, la luce incredibile, i temporali improvvisi... e pure le paste con il pesce, che pratico di rado ma che mi piacciono tantissimo. Solo un problema, ho io in quest'isola: la pasta fresca. Possibile che sia sempre tanto spessa? E mai ruvida abbastanza? Avida di suggerimenti, ti auguro un 2011 pieno di nuvole rosa. A forma di seppia...
    A presto,

    Sabrine

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  2. Ciao, Sabrine: che bello ritrovarti! Sei ancora concittadina o il tuo oramai famoso trasloco ti ha portata lontano?
    Per quanto riguarda la pasta diciamo che io mi sono allegramente adattata (come ho fatto per tante altre cose, direi...); ma, quando posso, la faccio in casa. Purtroppo per me il grosso problema è lo spazio: questa cucina è troooooppo piccola per me!
    Spero di risentirti presto sotto queste nuvole belle e tanti auguri di buon anno anche a te.

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  3. Cara Orata,
    il mio trasloco è avvenuto nella metropoli, mentre sotto il tuo stesso cielo sono quei muratori che picconano di là dal muro... Vivo tra due città (anzi, quasi tre...) e due cucine e la mia vita è logisticamente piuttosto complessa: ma senza un po' di equilibrismi sul filo, che vita sarebbe?
    Pasta fatta in casa: arrivo all'impasto, ma la sfoglia non la so fare bene (e sì che l'avrò vista fare centinaia di volte!). Con la macchinetta (che possiedo) non è la stessa cosa: perché io, come da tradizione, la pasta in casa la amo ruvida e sottile.
    Perciò se tu facessi un post con ulteriori dettagli in merito mi prenoterei un posto in prima fila.
    La prossima volta che apro le finestre sulla piazza vedrò di farmi un giro a quel mercato del sabato mattina... e chissà che non trovi un'orata spensierata tra i banchi di verdura...
    Saluti e baci

    Sabrine

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  4. OK! Al più presto un excursus sulla pasta fatta in casa. E... sì, il mercatino ci aspetta. (p.s. sappi che ti capisco: anche io, in qualche modo, mi divido tra due cucine... e per giunta la mia macchinetta per la sfoglia ereditata dalla nonna è rimasta "là"!)

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