domenica 13 febbraio 2011

Marmellata speziata di mandarini


Come promesso sono qui a scrivere la ricetta per la marmellata di mandarini. Mandarini fantastici, dolcissimi e succosissimi!


Prima di cominciare ci ho pensato a lungo: fare una marmellata tradizionale, una specie di mostarda, o “qualcosa di agrodolce”? 

Alla fine l’idea della mostarda, che mi solleticava molto, l’ho abbandonata per l’eccessiva difficoltà dell’impresa; quella della marmellata tradizionale semplicemente non fa per me (cosa faccio mai, io, di tradizionale?) quindi la decisione è caduta su una marmellata che sia dolce, ma non da colazione. 

Ovvero ci ho messo un po’ di spezie e quindi non è proprio adatta alla prima mattina, con le tazze di latte fumante e i bambini intorno al tavolo; ma la vedo piuttosto abbinata a un tè pomeridiano; spalmata su cialde di riso, su piccole fette biscottate, su degli scones… ecco, sì, devo fare anche gli scones!

2 kg di mandarini interi
1 mela
800 g circa di zucchero di canna grezzo (ovvero circa la metà del peso dei mandarini puliti, considerando che circa 400 g sono buccia)
10 g di zenzero in polvere
10 g di semi di senape macinati
2 fiori di anice stellato

Sbucciare i mandarini conservando le bucce, quindi pulirli accuratamente da tutte le pellicine e i filamenti bianchi, poi eliminare anche i semi aprendo delicatamente i frutti per non disperderne il succo.

Sbucciare la mela e ridurla a dadini.

In una pentola dal fondo spesso riunire tutti i frutti e lo zucchero, quindi cominciare a cuocere a fuoco moderato. 

Ripulire circa la metà delle bucce dalla parte bianca interna, raschiando con un coltello leggermente seghettato, e cuocerle in acqua per circa 10 minuti, quindi scolarle e sciacquarle bene sotto acqua corrente. Asciugarle sommariamente e tritarle con una mezzaluna.

Dopo circa mezz’ora di cottura della marmellata unire le spezie e le bucce e continuare la cottura per altri trenta minuti.

Trascorso questo tempo togliere l’anice stellato e, nel caso prima vi siano sfuggiti, anche eventuali semi (che, per fortuna, vengono a galla e quindi sono facilmente rintracciabili) e frullare con il frullino a immersione per rendere la marmellata più omogenea.

Versare la marmellata bollente in vasetti sterilizzati e lasciati brevemente a sgocciolare. Chiudere bene i vasetti e lasciar raffreddare a testa in giù.

Piccolo avviso: la marmellata fatta in questo modo (ovvero senza aggiunta di addensanti e con poco zucchero, di canna per giunta) non è densa, ma piuttosto liquida. 

Non so se vi piace, ma io la preferisco e, inoltre, sono sicura della sua “naturalità”. 


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