giovedì 3 marzo 2011

Il calicanto malato


La mia solita, periodica, filippica contro questa mia città natale, che sopporto sempre meno. 

Nel giardino della mia casa milanese c’è un grande calicanto. Io l’ho sempre amato particolarmente; è un arbusto serissimo, ormai con parecchi decenni sulle spalle, con foglie verde scuro, scabre e sonore, il quale offre una meravigliosa e inaspettata fioritura invernale. 



I fiori sono poco appariscenti, giallo crema con interno cremisi, piccoli e dall’aspetto quasi “spinoso”; compaiono poco prima di Natale e, a gennaio, esplodono rimanendo a lungo sui rami spogli.  

Hanno un profumo forte, penetrante e particolarissimo che, soprattutto all’imbrunire, affascina chiunque si trovi a passare a… portata di naso. 

Ecco, questo splendido prodotto della natura quest’anno NON profuma. Milano è riuscita a distruggere anche l’odore dei fiori. Milano costruisce “marciapiedi di pregio” (giuro! l’ho letto stamattina su un cartello apposto sul recinto di un cantiere in pieno centro), ma annienta il profumo del MIO calicanto. La sopporto sempre meno, questa città.

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