sabato 2 luglio 2011

Smørrenbrød (!?) mediterraneo



Su La Cucina del Corriere della Sera di luglio si consiglia di passare una fine settimana in Danimarca alla ricerca di specialità gastronomiche. 

Io in Danimarca ci andai l’anno della maturità; ovvero anni (oramai molto lontani) in cui la cucina raffinata in quei paesi del nord era ancora una perfetta sconosciuta. 

Si mangiava di certo roba genuina, ma non si andava oltre qualche aringa, o gamberetto, oppure minestra di verdure. Oggi mi par di capire che si sono fatti passi da gigante, se quello che è stato eletto "miglior ristorante del mondo" si trova proprio a Copenhagen!
 
Comunque non era di questo che volevo parlare, ma del fatto che quel servizio sulla rivista mi ha fatto venire voglia di smørrenbrød, ovvero di quelle belle tartine o panini aperti con cose fresche e gustose adagiate sopra tipo salmone, scampi, gamberetti, uova di pesce… 

Ecco, visto che a portata di mano non avevo niente di tutto ciò e che, quindi, rischiavo di tenermi la voglia, ho pensato di rivisitare il tutto in chiave mediterranea.


Pane carasau (meglio se del tipo integrale)
gamberi freschi, o scampi
pomodori maturi
cipolla rossa
aglio
fette di limone e succo di limone
olio extravergine di oliva
sale, pepe, peperoncino in polvere
basilico fresco

In una ciotola riunire il basilico fresco spezzettato a mano, la cipolla rossa affettata sottilmente e i pomodori a fettine; condire con olio, poco sale e succo di limone, quindi lasciar insaporire per almeno mezz’ora.
In una padella larga e piatta scaldare un poco di olio con uno spicchio di aglio schiacciato, un paio di fette di limone, un poco di sale, pepe e peperoncino. 

Gettarvi i gamberi interi e farli saltare per qualche minuto, finché non saranno cotti. Lasciar raffreddare. Sgusciare i gamberi e ricavare tutta la polpa possibile, scavando bene anche la testa (se sono scampi anche le chele) e ridurre tutto in piccoli pezzi. Unire ai pomodori e lasciar insaporire per una decina di minuti.
Sui piatti individuali sistemare uno o più pezzi di pane carasau, irrorare con un filino d’olio e insaporire (se piace) con un poco di sale, quindi suddividere il misto di gamberi e pomodori disponendolo sopra il pane.
Lasciar riposare una decina di minuti in modo che il pane si insaporisca, quindi servire.


Dunque… le cipolle rosse che ho usato io sono quelle di Tropea (bellissime!) che mi ha procurato, riunite in una scenografica treccia, il mio ortolano di fiducia, ma direi che qualsiasi altra cipolla rossa andrà più che bene. 

I gamberi possono, ovviamente, essere cotti anche a vapore (se sono freschi ci mettono comunque pochissimo); ma, visto che poi vanno conditi con cipolla e pomodoro, io ho preferito dar loro un sapore un poco più deciso.
Il pane carasau integrale è stata una scoperta felicissima per me. Ora uso solo quello e mi piace moltissimo. Se qualcuno fosse interessato a sapere il nome del produttore mi scriva pure: l’Orata è sempre disponibile per qualche dritta gastronomica 
Per concludere: la presentazione non risulterà ordinata e precisa come le famose tartine danesi, ma, ammettiamolo, a noi del sud piace essere sempre un po’… spettinati!

1 commento:

  1. Semplice da fare,buona e ottima per l'estate.

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