Una torta scioglimacchia: poppy seed&chocolate fanno il miracolo




L’altro giorno qualcuno mi ha (inavvertitamente?) rovesciato addosso un secchio pieno di rimproveri, negatività, malumore, pensieri postumi e recriminazioni. Uno di quei miscugli grigiastri, insomma, che possono lasciare macchie resistenti anche a molti lavaggi. Ho pensato che l’unica cosa che poteva… sbiancarmi la giornata fosse una torta!



Casualmente stavo sfogliando il sito de Il Cucchiaio d’Argento e ho visto qualcosa che, apparentemente, faceva al caso mio. Ma, analizzando meglio la composizione, ho visto che certi aloni non sarebbero andati via con quella specifica ricetta; a me serviva qualcosa di più potente.

Ecco allora che la ricetta originale è stata presa a esempio, ma poi quasi totalmente rielaborata, perché non c’erano né mandorle né cioccolato! E che torta di emergenza è senza cioccolato?



Mentre mescolavo e infornavo non ero proprio certa certa che avrei ottenuto il risultato sperato. E invece… miracolo! La torta è buonissima e le macchie sono sparite dalla mia giornata già alla seconda fetta abbinata a una tazza di tè (indiano, anche se preparato in una teiera cinese).   



Condivido ricetta e procedimento, perché può capitare a tutti di averne bisogno.





125 g di burro

100 g di farina di farro integrale

100 g di miele (un tipo delicato, millefiori o asfodelo, come quello che ho usato io)

100 g di cioccolato fondente di qualità (cacao almeno al 70%)

4 uova

60 g di semi di papavero

60 g di mandorle sgusciate e sbucciate

50 g di zucchero di canna

8 g di lievito per dolci

aceto di mele o succo di limone



Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Foderare il fondo di uno stampo per torte di 22 centimetri di diametro con la carta forno e ungerla leggermente di burro; ungere leggermente anche le pareti dello stampo. Accendere il forno in modalità non-ventilato e portarlo a 180°.



Sminuzzare il cioccolato con un coltello pesante, quindi passarlo velocemente al mixer insieme alle mandorle e ottenere una granella non troppo fine. Pestare i semi di papavero in un mortaio senza insistere troppo: non bisogna ottenere una pasta, ma solo frantumarli perché siano più profumati. Unirli al cioccolato e mandorle.





Separare albumi e tuorli. Aggiungere agli albumi 1 cucchiaino da caffè di aceto di mele (o succo di limone).



Mescolare farina di farro e lievito.



Lavorare il burro con lo zucchero di canna e ottenere una pomata (meglio usare una spatola di silicone). Unire un tuorlo alla volta e amalgamare bene prima di aggiungere il successivo.



Aggiungere, setacciandola, la farina e mescolare bene.



Aggiungere il mix di cioccolato, mandorle e semi di papavero. Amalgamare.



Aggiungere il miele e mescolare ancora.



Montare gli albumi a neve ben ferma con la frusta elettrica, quindi aggiungerli a cucchiaiate al composto. Lavorare dall’alto verso il basso con la spatola fino a che non siano ben amalgamati e il tutto risulti soffice e arioso.





Versare nella tortiera. Sistemarla nel forno già caldo (180°) e cuocere per circa 40 (45 al massimo) minuti. Spegnere il forno e lasciare riposare la torta per circa 10 minuti. Aprire il forno e lasciar riposare ancora 10 minuti.



Sfornare e sformare con attenzione. Lasciar raffreddare prima di servire.



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Carrelas 2019 - Pastas antigas de Sardigna: ce l'abbiamo fatta!



Il findeu di Claudia Casu - foto di Orata Spensierata

Sono arrivata viva fino in fondo. Siamo, anzi!



Carrelas 2019 chiude con un bilancio più che positivo con all’attivo una strepitosa lezione di pasta fresca tradizionale sarda e di design terminata con un pranzo graditissimo; una mostra di artigianato artistico allestita magistralmente e piena di pezzi originali e bellissimi; una conferenza con interventi perfettamente condotti e densi di significato; un buffet a base di paste sarde rare; una dimostrazione della lavorazione di alcuni formati di pasta; diversi bicchieri di vino, ma anche tisane allo zafferano; molte nuove conoscenze e molte conferme di legami di amicizia che, sebbene giovani, si mostrano solidi e confortanti.



Spiego meglio cosa è Carrelas per chi fosse stato distratto…



Il progetto Carrelas – Le vie del gusto è nato da una mia esigenza personale a lungo covata: “fare qualcosa” a Sassari, piccola città in cui vivo, che – secondo me – è un po’… opaca in ambito enogastronomico. Questo qualcosa non doveva essere un banale corso di cucina, o una manifestazione come molte altre dove vengono offerti assaggi gratuiti di cibi spesso discutibili e che poco hanno a che fare con la tradizione. Desideravo che l’iniziativa valorizzasse la storia e la cultura del cibo, oltre che il cibo stesso.





La spinta è stata la conoscenza fortuita su Internet di Claudia Casu che, pur sassarese di nascita, vive da molti anni a Tokyo, dove ha aperto una scuola di cucina sarda, il Sardegna Cooking Studio, che riscuote un grandissimo successo.



Insieme – collaborando a distanza e diventando via via più amiche – abbiamo inventato nel 2018 il Pasta Weekend – pasta fresca vs pasta secca. La manifestazione era tutta dedicata alla pasta in un divertente gioco di contrapposizione tra la pasta secca industriale e la pasta fresca fatta in casa. Durante la prima giornata, un cuoco professionista ha mostrato come cucinare al meglio diversi formati di una pasta secca di altissima qualità e ha spiegato ai presenti come sfruttare gli ingredienti assecondando le loro potenzialità per poter portare in tavola un piatto di pasta gustoso, originale e perfettamente cucinato. La seconda giornata ha visto protagonista Claudia Casu, che ha insegnato ai corsisti come fare la pasta di sola semola, acqua e sale secondo la tradizione sarda. Durante il laboratorio Claudia è partita da zero per facilitare i meno esperti e ha illustrato i metodi di lavorazione della pasta casalinga e ha insegnato a modellare tre formati di pasta tradizionale sarda di cui uno ripieno. La pasta prodotta è stata poi cucinata e degustata durante un pranzo comune.



Quest’anno, spronate dalla buona accoglienza ricevuta, abbiamo osato di più, e abbiamo abbinato alle lezioni di cucina anche una mostra di artigianato artistico e una conferenza. Claudia Casu ha infatti inserito Sassari come unica tappa italiana del tour che la porta in giro per il mondo a insegnare la pasta sarda e i suoi significati e che fa parte del progetto Pastas antìgas de Sardigna. Carrelas è diventato così Carrelas 2019. Le vie del gusto – Pastas antìgas de Sardigna - dal 18 al 20 ottobre.





Perché parlassero a noi e al pubblico, riunito nella saletta conferenza della storica libreria Dessì di Sassari – bellissimo luogo, in un palazzo antico del centro storico, aperto ai quattro venti della cultura, permeato del buon gusto della proprietaria Chicca Pulina e amatissimo dai sassaresi – abbiamo coinvolto due stimate professioniste: Cristina Muntoni e Cristina Nadotti.



Cristina Nadotti è giornalista di Repubblica. Si è occupata di cooperazione internazionale ed è stata inviata in aree di crisi; oggi lavora alla cronaca nazionale. È stata insegnante e docente del Master di Giornalismo presso l’Università di Sassari. Da sempre viaggiatrice appassionata, ha condotto rubriche sul tema a Radio Capital e ha collaborato con siti e riviste specializzate. Per gli inserti tematici e il sito di Repubblica ha scritto di turismo enogastronomico e cultura del cibo.


Cristina Muntoni è scrittrice, docente e ricercatrice di storia della sacralità femminile e studiosa di antropologia concettuale; ha esercitato per diversi anni la professione di avvocata e ha insegnato presso le università di Cagliari e Sassari. È autrice di numerose pubblicazioni in tema culturale, storico e sociale e sulla storia delle donne, nonché Ambasciatrice del Turismo d'Affari del Principato di Monaco.



Sabato 19 ottobre dalle 17, le due Cristine, introdotte da Claudia, hanno parlato di storia della pasta (anzi dell’impasto!) fin dagli albori dello sviluppo del genere umano. Ci hanno condotto da una parte nel mondo affascinante dei significati simbolici del lavoro legato al cibo e svolto dalle donne; dall’altra nello sviluppo della produzione della pasta e del senso che oggi diamo a questo alimento. La trasmissione del saper fare da donna a donna tra le mura domestiche; la nascita dell’industria della pasta movimentata da una tecnologia sempre più sofisticata; il valore nutrizionale di una buona pasta nell’ambito della dieta mediterranea; il valore della pasta nel mondo, sia economico, sia simbolico.

 


Claudia nel frattempo non stava certo con le mani in mano: nel suo bellissimo grembiule tradizionale da lavoro ha affascinato tutti modellando diversi formati di pasta di semola e acqua – andarínos de Usini, filindéu de Barbagia, ciciónes e lorighittas di Morgongiori – utilizzando strumenti tradizionali e disponendoli su un fundu (un piano circolare intrecciato strettamente con una tecnica caratteristica dei paesi del centro Sardegna partendo dalle foglie di asfodelo).


Tutto questo circondati dagli oggetti unici esposti nell’ambito della mostra Arti-janas_Come nei campi d’autunno, a cura dell’associazione culturale Il Colombre con la collaborazione di Associazione culturale Contemporanea, focalizzata su alcuni manufatti realizzati da donne tessitrici e ricamatrici nell’ambito di un articolato progetto già in atto da tempo. Per Carrelas di quest’anno infatti ho cercato la… complicità di nuovi amici, Ilaria Mura e Daniele Salis, che hanno subito accolto con grande entusiasmo (e un po’ di incoscienza a fidarsi di me) l’idea di “circondare di bello” il nostro parlare di cibo e il nostro insegnare la tradizione della pasta. 





La mostra è stata inaugurata venerdì 18 ottobre – ed è stata visitatissima in tutti e tre i giorni di apertura – con le opere delle artigiane Giovanna Bonu (che tesse su telaio manuale filati preziosi e oggi quasi introvabili come il lino grezzo, coltivato, raccolto, lavorato in Sardegna); Giuliana Rais (esperta di tessitura e tintura vegetale, che quest'anno ha creato una collezione chiamata istrazzu); Annalisa Zarelli (ceramista che usa la tecnica del colombino per creare sculture, lampade e oggetti di uso quotidiano) e Maria Grazia Saba (che si dedica al ricamo caratteristico della zona di Oliena, rielaborando i disegni floreali tipici della tradizione sarda). 


Dopo la conferenza ci siamo tutti trasferiti nella sala ricevimenti di Crema & Cioccolato, elegante bar gelateria di largo Cavallotti. Un locale, proprio accanto alla libreria, che nel giro di pochissimo tempo è entrato nel cuore di chi frequenta il centro storico della città grazie alla bella accoglienza che Antonio Pinna e Francesca Righi riservano a tutti, compresi i bambini, per i quali è stato allestito un apposito spazio. Qui ho organizzato una cena a buffet, che, oltre alle buone cose della bottega di Adelaide e Valentina in via Capo d’oro e di quella di Antonello in viale Pascoli, ha offerto l’assaggio dei meravigliosi andarinos usciti dalle mani sapienti delle ottuagenarie signore di Usini Benedetta e Angela Pani. Li abbiamo conditi con uno strepitoso (lasciatemelo dire!) ghisadu tradizionale preparato dalla nostra Claudia Casu con la carne della bottega di Pietro, che ha la sua macelleria nel quartiere di Sant’Orsola. 



Domenica 20 ottobre alle 9 del mattino Claudia e io eravamo già intente a disporre sulla grande tavola per impastare i grembiuli e i teli per i partecipanti alla lezione di pasta fresca e a preparare gli ingredienti necessari per la pasta e per i dolci. La lezione ha preso il via puntualmente alle 10 con presenti i corsisti ma non solo. Infatti erano con noi tutti e tre i nostri sponsor: Mario Bagella di Vini 1Sorso; Sonia Galleu del Molino Galleu; Leonardo Sechi per Nurkara Sardinian Lyo-food, che hanno spiegato la natura dei loro prodotti e la filosofia che sostiene le loro imprese.  



Il Molino Galleu di Ozieri, in provincia di Sassari vanta una lunga tradizione; esiste fin dal 1922 ed è arrivato, di generazione in generazione, di tappa in tappa fino a oggi trattando solo grano sardo certificato lungo tutta la filiera. Non solo: presso il mulino c’è anche un museo con moltissimi attrezzi d’epoca e un mulino a palmenti, nonché pietre molari di epoca romana.

Vini 1Sorso di Leonardo Bagella è un’impresa giovane, ma con una tradizione che risale alla fine del XIX secolo. I vigneti si trovano tutti nel territorio di Sorso (a pochi chilometri da Sassari), in terreno sabbioso e calcareo, esposti ai venti salmastri. Le vigne non vengono irrigate e nemmeno diserbate, lasciando così intatto un contesto naturale che non solo garantisce l’altissima qualità dei vini, ma permette di godere di un panorama di una bellezza incomparabile. 

Nurkara Sardinian Lyo-food di Villanova Monteleone (Sassari) è un progetto in cui la tradizione si fonde con la ricerca e l’innovazione per ottenere uno zafferano di altissima qualità. Lo zafferano Nurkara vanta le qualità originali del prodotto fresco, ma è l’unico in Italia a essere liofilizzato e confezionato con un innovativo processo di conservazione che mantiene integri gli stimmi e le loro proprietà organolettiche. 


Sotto la direzione di Claudia, ottima maestra (proprio come quelle di una volta!), tutti i corsisti hanno dato fondo alle loro abilità di pastai – nessuno era veramente un principiante quest’anno – provando e riprovando la consistenza dell’impasto tra le mani; una delicata malleabilità che si fonde con la naturale resistenza della semola sarda di alta qualità come quella Galleu. Tante risate, tante prove con i ferretti che servono per ottenere i macarrones de ferrittu (detti anche, in altre zone della Sardegna, maccarrones de busa) che sono stati realizzati per noi dalla coltelleria di Luciano in piazza Tola. Tanta abilità nel modellare i macarrones infiorados che, invece, non sono una pasta della tradizione, ma una “pasta di design” ideata da Claudia, la quale ha unito la sua vocazione di maestra di pasta con la sua formazione di designer.





Non potevamo farci mancare il dolce: ecco quindi che con la stessa semola, un po’ di strutto e zucchero, Claudia ha insegnato come ottenere un pasta frolla leggera e friabile, saporita e perfetta per contenere un delicato ripieno di menjar blanc fatto con latte fresco, zucchero, amido e scorza di limone. Sia la pasta frolla, sia la crema sono stati impreziositi dai profumatissimi pistilli di zafferano Nurkara.



Brindare? È sembrato a tutti più che doveroso. A me più di tutti… un bicchiere dell’ottimo Vermentino di 1Sorso mi ha aiutato non solo ad apprezzare il pranzo che abbiamo organizzato dopo la lezione con le paste e i dolci appena preparati, ma anche a sciogliermi dopo tre giorni di lavoro intensissimo e di tensione per l’incertezza della riuscita del progetto. 


Riuscito? Sì, dai.



Per completare vorrei ringraziare tutti. Quelli che ho già citato esplicitamente e chi mi ha dato una mano per mille altre cose: Cristina che mi ha prestato i bellissimi cesti e i delicati teli della tradizione sarda per gli allestimenti; Roberto e Clelia e Maria per il lavoro svolto durante la mostra e l'evento in generale; Tore per la pazienza del prova-e-riprova della stampa delle locandine e dell’altro materiale grafico.



Poi i giornalisti delle due principali testate isolane, La Nuova Sardegna e L’Unione sarda, che ci hanno dato credito e spazio. Qui i loro articoli:

Le vie del centro storico si riempiono di gusto


Tradizione, innovazione e artigianato al femminile: la rassegna a Sassari


E quelli di tutte le altre testate on line locali che hanno parlato di noi.



E, naturalmente, voglio ringraziare Andrea che non solo mi ha scarrozzata su e giù per la città portando pesi e valutando acquisti, ma mi ha anche fornita di un cavetto funzionante per il proiettore! E che, soprattutto, mi sopporta e mi supporta ogni giorno.






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A Sassari, il 19 e 20 ottobre 2019 c'è Carrelas - Le vie del gusto 2019 - Pastas antigas de Sardigna



19 e 20 ottobre 2019, Sassari

Carrelas - Le vie del gusto

Pastas antigas de Sardigna



La nuova edizione di Carrelas - Le vie del gusto dal titolo Pastas antigas de Sardigna prenderà il via a Sassari sabato 19 ottobre alle ore 17 e proseguirà domenica 20 ottobre 2019.

Il progetto Carrelas – Le vie del gusto nasce dall'esigenza di “fare qualcosa” in questa piccola città in cui vivo. La spinta è stato l'incontro fortuito e virtuale su Internet con Claudia Casu, una vera maga della pasta, che, pur sassarese di nascita, vive da molti anni a Tokyo, dove ha aperto una scuola di cucina sarda, il Sardegna Cooking Studio, che riscuote un grandissimo successo.



Insieme – collaborando a distanza e diventando via via più amiche – abbiamo inventato nel 2018 il Pasta Weekend – pasta secca vs pasta secca. La manifestazione era tutta dedicata alla pasta in un divertente gioco di contrapposizione tra la pasta secca “industriale” e la pasta fresca fatta in casa secondo tradizione. Durante la prima giornata un cuoco professionista mostrava come cucinare al meglio diversi formati di una pasta secca di altissima qualità spiegando ai presenti come sfruttare gli ingredienti assecondando le loro potenzialità per poter portare in tavola un piatto di pasta gustoso, originale e perfettamente cucinato. La domenica  – un grandissimo successo! –  Claudia Casu insegnava ai corsisti come fare la pasta di sola semola, acqua e sale secondo la tradizione sarda. Durante il laboratorio Claudia è partita da zero (per facilitare i meno esperti) e ha illustrato i metodi di lavorazione della pasta casalinga e ha insegnato a modellare tre formati di pasta tradizionale sarda di cui uno ripieno. La pasta prodotta è stata poi cucinata e degustata durante un divertente pranzo comune. 

Quest’anno, spronate dalla buona accoglienza ricevuta, abbiamo osato di più, abbinando alle lezioni di cucina anche una parte strettamente culturale, coinvolgendo Cristina Muntoni - scrittrice, docente e ricercatrice - e Cristina Nadotti, giornalista. 

Ecco quindi che sabato 19 ottobre partirà Pastas antigas de Sardigna presso la saletta conferenze della Libreria Dessì di Sassari, la storica libreria di largo Cavallotti, oggi affiliata Mondadori, che è da sempre un punto di riferimento per i bibliofili e intellettuali sassaresi e non solo e un prezioso luogo di eventi culturali e artistici. 

Andarinos (foto di Claudia Casu - Sardegna Cooking Studio)

Gli interventi di Cristina e Cristina saranno incentrati sulle peculiarità del lavoro femminile nella tradizione della Sardegna e del suo profondo valore sia in ambito storico e sociale, sia nell’ottica di uno sviluppo economico sostenibile ed etico. Claudia offrirà una dimostrazione della lavorazioni di alcune paste tradizionali sarde come gli andarínos tipici di Usini, in provincia di Sassari; il filindéu, tipico delle Barbagie, e i ciciónes, noti come "gnocchetti" e diffusi in tutta l'isola.


Per l’occasione, nei locali della libreria sarà visitabile una mostra di artigianato artistico a cura delle associazioni culturali il Colombre e Contemporanea; saranno esposti alcuni pezzi realizzati da donne tessitrici e ricamatrici. La mostra sarà inaugurata già venerdì 18 ottobre con le opere di Giovanna Bonu, Giuliana Rais, Annalisa Zarelli e Maria Grazia Saba.



A seguire verrà allestito un buffet nella sala ricevimenti di Crema & Cioccolato, elegante bar gelateria di largo Cavallotti.
 
La manifestazione proseguirà domenica 20 ottobre dalle ore 10 con una lezione pratica di pasta tradizionale e creativa sarda: macarrones de ferrittu, lavorazione antica diffusa in tutta la Sardegnae macarrones infiorados, pasta di design concepita e disegnata dalla maestra Claudia Casu. Infine si realizzerà una crostata de menjar blanc e si degusterà tutti insieme quanto prodotto.

Ci avvaliamo quest’anno, come già lo scorso, di alcuni sponsor locali, scelti con la massima cura per l’eccellenza dei loro prodotti e per la disponibilità dei titolari delle aziende a farsi coinvolgere: Molino Galleu di Ozieri, Vini 1Sorso di Sorso e Zafferano Nurkara di Villanova Monteleone. Tutte località in provincia di Sassari.

Non solo: abbiamo la collaborazione di altre realtà locali come l’arrotino che ci procura coltelli, rotelline e ferretti per la pasta; il panificio che ci fornisce il pane per il pranzo finale; la salumeria e i negozi di coloniali per gli altri ingredienti. Abbiamo insomma cercato di rendere concreta una collaborazione a chilometro zero tra noi e la città; di rimanere cioè sulle carrelas di Sassari, come dice il nostro nome.
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Le protagoniste e i partner della manifestazione di sabato 19 e domenica 20 ottobre 2019


Cristina Muntoni è scrittrice, docente e ricercatrice di storia della sacralità femminile e studiosa di antropologia concettuale; dopo aver esercitato la professione di avvocata per 15 anni e insegnato in master e corsi professionali all'Università di Cagliari e Sassari, ha sviluppato il suo progetto di ricerca storico-antropologica all'Università di Cagliari che divulga con corsi e seminari esperienziali per il benessere personale e l'evoluzione sociale. È autrice di numerose pubblicazioni in tema culturale, storico e sociale e sulla storia delle donne e Ambasciatrice del Turismo d'Affari del Principato di Monaco.
 
Cristina Muntoni

Claudia Casu è ricercatrice e insegnante di paste antiche sarde; con il suo progetto Pastas Antígas de Sardigna è impegnata nella promozione della cultura gastronomica isolana in tutto il mondo, attraverso lezioni e seminari rivolti a professionisti del settore. Dopo aver svolto la professione di graphic designer per più di vent'anni, da circa dodici ha aperto una piccola scuola di cucina sarda a Tokyo, Sardegna Cooking Studio, dove presenta le lavorazioni tradizionali della cucina sarda e le sue creazioni originali di pasta design.

 
Claudia Casu

Cristina Nadotti è giornalista di Repubblica. Si è occupata di cooperazione internazionale ed è stata inviata in aree di crisi; dal 2016 lavora alla cronaca nazionale. È stata insegnate e docente del Master di Giornalismo presso l’Università di Sassari. Da sempre è una viaggiatrice appassionata; ha condotto rubriche sul tema a Radio Capital e ha collaborato con siti e riviste specializzate. Per gli inserti tematici e il sito di Repubblica ha scritto di turismo enogastronomico e cultura del cibo.

Cristina Nadotti

Il Molino Galleu di Ozieri, in provincia di Sassari

Il Molino Galleu vanta una lunga tradizione; esiste fin dal 1922 - quando fu costruito da Antonio Galleu - ed è arrivato, di generazione in generazione, di tappa in tappa fino a oggi implementando continuamente la propria attività. Nel 1950 Molino Galleu fu il primo mulino a cilindri della provincia di Sassari; nel 1969 cambiò sede e vennero acquistati nuovi macchinari; negli anni '80 la produzione di sfarinati arrivò a centoventi quintali al giorno con un nuovo mulino estremamente funzionale. Oggi nel Molino Galleu si lavora solo grano sardo, come attestato dalla certificazione Csqua che riguarda la tracciabilità nelle filiere agroalimentari. A condurre l'azienda ci sono oggi Sonia e Laura Galleu, pronipoti di Antonio, che ci forniranno la semola che utilizzerà Claudia Casu durante il suo laboratorio.


Vini 1Sorso di Leonardo Bagella di sorso, Sassari
La famiglia Bagella possiede e coltiva terreni nell’agro di Sorso fin dal XIX secolo. Durante gli anni ‘50 del XX le proprietà di famiglia sono state utilizzate per la produzione di uve dapprima da tavola e poi da vino. A partire dagli anni ’90 la gestione è affidata a Leonardo Bagella al quale si è affiancato recentemente il figlio Mario, agronomo. I vigneti si trovano tutti nel territorio di Sorso, in terreno sabbioso e calcareo, esposti ai venti salmastri. La cantina è attrezzata per degustazioni e accoglienza con spazio sia al chiuso sia all’aperto. Domenica 20 ottobre Mario Bagella sarà dei nostri e ci parlerà dei vini della cantina facendoceli apprezzare in abbinamento alla pasta e al dolce preparati durante la lezione di Claudia Casu.



Nurkara Sardinian Lyo-food di Villanova Monteleone (Sassari)
Nel progetto Nurkara la tradizione si unisce alla ricerca e abbraccia l’innovazione per ottenere un prodotto di alta qualità. Dai campi della Sardegna alla raccolta a mano. Dalla liofilizzazione a basse temperature al confezionamento in vetro. Lo zafferano Nurkara vanta le proprietà originali del prodotto fresco, ma è l’unico in Italia a essere liofilizzato e confezionato con un processo di conservazione che mantiene integri gli stimmi e le loro proprietà organolettiche, il colore vivo, il profumo avvolgente, e un sapore caratteristico e ben definito. La maestra Claudia Casu utilizzerà lo zafferano Nurkara durante la sua lezione di domenica 20 ottobre.



La segreteria organizzativa sono io, L'Orata Spensierata. Se desiderate altre informazioni scrivete a infocarrelas@gmail.com







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