venerdì 29 giugno 2012

Pomodori capienti: una variante sull'insalata di farro


E siamo alla fase orale… degli esami di maturità, ovviamente! 
Quindi orari sballati, pranzi saltati e stanchezza che si accumula. 
Condanna della casalinga è non sapere quando ci si siederà a tavola ed essere quindi costretta a pensare a qualcosa che, anche fredda, possa essere mangiabile. Non ho trovato di meglio che mettere insieme una insalata di farro (trovate la ricetta qui) e poi arricchirla un pochino.

Insalata di farro pronta e fredda
pomodori tondi, maturi e… capienti
salsiccia fresca
fagiolini e fagioli borlotti freschi
sale, pepe, olio, aceto


Lavare i pomodori, togliere la calotta e svuotarli con cura e attenzione, quindi salarli leggerissimamente e metterli a "fare acqua" a testa in giù in un colino. 

Nel frattempo mondare una manciata di fagiolini e cuocerli in acqua leggermente acidula. 

Sgranare un po' di fagioli borlotti e cuocerli separatamente dai fagiolini. 

Aprire la salsiccia, privarla della pelle e rosolarla (se vi piace con l'aggiunta di uno spicchio di aglio). 

Quando i fagiolini saranno cotti scolarli bene e tagliarli a pezzetti mentre si raffreddano, poi riunirli ai fagioli e condirli con olio, aceto bianco, sale, pepe. 

Riprendere l'insalata di farro già pronta, unirvi i legumi e la salsiccia rosolata. 

Far raffreddare completamente e imbottirne i pomodori precedentemente preparati. Quello che non entra nei pomodori sarà comunque bene accetto sul piatto!


sabato 23 giugno 2012

Un panino-ratatouille


Avete letto da qualche parte che l'isola è stata in questi giorni "la regione più calda d'Europa"? Beh, è vero. 

Se a Parigi piove (mi dicono) da quarantotto giorni consecutivi, se a Milano è umido e fa un caldo terribile, qui… si cuoce al sole e si soffre chiusi in casa come non mai. 

Al mare si sta bene, però! Peccato che non ci possa andare, sommersa dal lavoro (sei articoli da scrivere per la settimana prossima e centosettanta pagine di bozze da correggere, giusto per capirci) e bloccata da qualcuno alle prese con gli esami di maturità! Per fortuna che il mio ortolano c'è. 

E mi consola spiegandomi della bellezza dei fiori delle melanzane, mostrandomi pomodori di un rosso commovente e assicurandomi che le donne avranno sempre più fantasia degli uomini in cucina come nel far funzionare le relazioni. Un filosofo, il mio ortolano! Sta di fatto che le sue melanzane di ieri erano davvero bellissime e allora le ho trasformate in una sorta di veloce panino-ratatouille per pranzo. Non si poteva pretendere di più…




Pane (buono, cotto al forno, a lievitazione naturale, of course!)
melanzane
pomodori
cipolle
aglio
olio
sale
peperoncino
formaggio pecorino di media stagionatura
basilico
 

Tagliate il pane in modo da avere una superficie adatta ad accogliere un "ripieno". Io avevo una bella ciambella, quindi è stato facile, ma anche delle fette spesse andranno bene. 
Mondare le melanzane, i pomodori e le cipolle. Tagliare le prime a fettone, i secondi a pezzettoni e le ultime a fettine sottili. Pulire e tritare grossolanamente uno spicchio d'aglio. 

Cospargere il pane di buon olio, a piacere salarlo un pochino e lasciarlo da parte.
In una padella bassa e larga far scaldare olio con aglio e peperoncino, aggiungere le cipolle e far saltare, unire poco dopo le melanzane e farle saltare perché si coloriscano, incoperchiare e cuocere circa 5 minuti. 

A questo punto porre il pane in forno per farlo tostare (non troppo!). Unire i pomodori alle melanzane e completare la cottura. Nel frattempo tritare alla mezzaluna un pezzetto di pecorino con delle foglie di basilico fresche. Per questo serve un pecorino non troppo stagionato: la mezzaluna è l'unica soluzione per unire il sapore del formaggio con l'aroma del basilico senza rovinare entrambi.

Disporre il pane sul piatto, riempirlo con la "piccola ratatouille" e cospargere di formaggio al basilico.
Attendere un paio di minuti e servire.

martedì 19 giugno 2012

Dessert di compleanno alle albicocche


Quest'anno purtroppo le circostanze vedono mia sorella e me lontane nel giorno del suo compleanno... Non so da quando non capitava! Peccato davvero: niente torta, niente cena davanti al mare, niente brindisi con gli amici più cari. Io un piccolo dolce l'ho preparato ugualmente, però. Vorrà dire che lo condivideremo per telefono.



Albicocche mature del tipo busucciu (o bisuccio) tipiche sarde
crema pasticciera (4 tuorli, 100 g di zucchero, 30 g di farina 00, 1/2 litro di latte, buccia di limone grattugiata)
gelato alla crema (6 tuorli, 170 g di zucchero, 3/4 di litro di latte, zucchero vanigliato e... gelatiera)
zucchero
succo di limone filtrato
foglie di menta (facoltative)

Frullare a tutta velocità le albicocche* mondate e quindi passarle al setaccio. Raccogliere la polpa ricavata in una scodella, unire un cucchiaino di zucchero (o anche meno se i frutti sono dolci come dovrebbero) e un po' di succo di limone filtrato; chiudere la scodella con pellicola per alimenti e conservarla in frigorifero.


Preparare la crema pasticciera: scaldare il latte; montare i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto spumoso e chiaro; unire la farina setacciata, aggiungere la buccia di limone grattugiata finissimamente; unire a filo il latte mescolando con una piccola frusta. 


Mettere il composto su fuoco molto dolce e fare addensare (pochi minuti basteranno) mescolando continuamente. Togliere dal fuoco, spolverizzare la superficie della crema con zucchero semolato per evitare che formi una pellicola scura, coprire con un tovagliolo e lasciar raffreddare completamente. 

Poco prima di servire il dolce togliere il gelato alla crema dal frigorifero (se siete bravissimi avrete fatto anche quello in casa con gli ingredienti indicati, altrimenti l'avrete comperato in un posto fidato) e mescolarlo con un cucchiaio per renderlo cremoso. 

Comporre poi il dessert in un contenitore carino e trasparente (altrimenti il gioco non riesce!): disporre prima la crema pasticciera, poi la passata di albicocche, una quenelle di gelato e, infine, solo per guarnire, una foglia di menta freschissima. Servire velocemente, anche per mantenere il contrasto tra le consistenze dei tre composti.

* So che è impossibile trovarle al di fuori dell'isola, ma, se potete utilizzate le abicocche della varietà busucciu (o bisuccio). Sono albicocche piccine e piene di lentiggini tipiche della Sardegna. Piccole sì, ma saporitissime!

lunedì 4 giugno 2012

Patate e zucchine... in un'altra forma, con guanciale e pecorino


Allora…, il primo contest di cucina dell'Orata Spensierata ha chiuso i battenti. 

Domenica sarà proclamato il vincitore tra i coraggiosi che hanno deciso di partecipare (grazie, grazie!). Quindi, dopo una pausa dovuta alla necessità di lasciare spazio agli amici, riprendo a pubblicare ricette. 

Qui è estate oramai, abbiamo dato il via alla stagione balneare e a quella delle scottature (ehm, ehm…); il terrazzo pullula di fiori e ronza di apine e bombi; le erbe aromatiche producono foglie a non finire, i semi di girasole presi nell'orto di mia sorella (qui, se volete dare un'occhiata) hanno fatto il loro dovere e le piantine crescono (letteralmente, giuro!) a vista d'occhio. 

Io, dal canto mio, devo lavorare a una serie di progetti che, guarda caso, hanno preso il via tutti insieme, quindi cucino come sempre, ma cerco di preparare cose veloci. Questa ricetta lo è. Veloce, intendo. Malgrado le apparenze.


Patate (non novelle) di medie dimensioni
zucchina
cipolla bianca
guanciale
formaggio pecorino
sale, pepe bianco
olio, aceto
timo fresco

Sbucciare le patate, tagliarle a metà, scavarle per ottenere delle scodelline. Gettarle in acqua già sobbollente leggermente acidulata e salata e cuocerle al dente (circa 10 minuti). 

Ridurre un pezzetto di guanciale a dadini.

Mondare una zucchina verde e una cipollina e tritare il tutto, con il tritatutto elettrico, ma senza insistere troppo, insieme alle parti di patata risultate dopo aver ricavato le scodelline . 

Grattugiare un po' di formaggio pecorino; io ho utilizzato un ottimo pecorino aromatizzato allo zafferano che ho trovato nella nuova bottega di Campagna Amica che hanno aperto qui in città, ma andrà bene anche qualsiasi altro buon pecorino, o anche del Parmigiano.

In una pentola bassa che possa andare anche in forno rosolare i dadini di guanciale aggiungendo meno di un cucchiaino di olio, quindi unire le verdure tritate e far cuocere velocemente (aggiungendo un mestolino di acqua bollente solo se occorre), su fuoco dolcissimo. 

Scolare le patate e riempirle con il composto di verdure. Ricoprire il fondo (se necessario, passarlo con un foglio di carta da cucina per asciugarlo) della pentola con un foglio di carta da forno bagnato e strizzato, adagiarvi le patate ripiene, cospargere il tutto con il formaggio grattugiato  e con foglioline di timo fresco.

Infornare per un massimo di dieci/dodici minuti a 180° in forno già caldo cambiando per tre volte posizione alla pentola (mezzo - basso - alto). Sfornare, disporre sui piatti e servire. Totale: 30 minuti dall'idea alla tavola.