mercoledì 17 settembre 2014

E se ti regalano un gallo? Lo cucini con il mirto!


Un gallo, un volatile di quattro chili! Un animale allevato all'aperto in un posto molto bello nel centro dell'isola, libero di cercarsi il cibo. Anche se non me lo avessero detto, lo avrei saputo per certo dopo aver trovato nel suo stomaco solo erba e sassolini (niente mangimi), aver sperimentato di persona le sue carni sode e saporite e averne maneggiato gli ossi ben sviluppati e decisamente solidi. 
Gian Luca, caro amico, cuoco e anima, insieme a Patrizia, de La Rosa dei Venti di Sennariolo me lo aveva assicurato regalandomelo: vedrai che meraviglia! 



E ho ben visto: non senza un certo sforzo l'ho diviso in due e ne ho lessato una metà con carota, sedano, cipolla, una piccola zucchina e un paio di pomodorini, ricavandone diversi barattoli di ottimo brodo e una succulenta insalata con le carni; l'altra metà l'ho fatta in forno.

Ecco come ho fatto:

la metà di un grande gallo
una testa d'aglio
alcuni rametti di mirto fresco
alcuni fiori secchi di finocchietto
un paio di cucchiai di miele di rosmarino
mezzo bicchiere di Vernaccia di Oristano
sale, pepe bianco

Il procedimento è quanto di più semplice si possa pensare e, ovviamente, è applicabile anche al pollo.
Non ho quindi nulla da insegnarvi, ma ho voluto dare un'idea di quali erbe e aromi utilizzare per rendere il piatto più gustoso. Se non avete il miele di rosmarino credo possa andare bene anche un miele di cardo o qualsiasi altro miele aromatico non troppo dolce (escluderei il millefiori e l'acacia, insomma); se non avete la Vernaccia il fatto è grave… no, scherzo: potete utilizzare un vino bianco di struttura, aromatico, ma piuttosto secco. 
Per quanto riguarda i tempi di cottura io indico quelli che sono serviti per un animale del tipo descritto; chiaramente se si applica la ricetta a un "normale" pollo andranno ridotti.

Dicevamo...


Pulire il volatile, fiammeggiarlo se presenta ancora dei resti di penne e piume. Non lavarlo e non togliere eventuali depositi di grasso intorno alla coda.

Scegliere una teglia che lo possa contenere giustamente e foderarla con un lungo foglio di alluminio: ovvero l'alluminio deve rivestire il fondo e i bordi della teglia ed essere abbastanza ampio da ricoprire il volatile una volta che ce lo avrete adagiato.

Cospargere il fondo di spicchi di aglio non sbucciati tagliati a metà e di foglioline di mirto; massaggiare il volatile con poco sale, poco pepe bianco macinato al momento e i fiori di finocchietto sbriciolati; sistemarlo nella teglia, ricoprirlo con l'alluminio e inserirlo nel forno già caldo a 220° (modalità ventilata) a mezza altezza.

Nel frattempo sciogliere accuratamente il miele nel vino; unire anche qualche foglia di mirto e ancora uno spicchio di aglio leggermente schiacciato.

Dopo venti minuti estrarre il gallo dal forno, aprire il "coperchio" di alluminio e irrorarlo con la metà del composto di miele e vino filtrato. Rigirarlo e cuocerlo, sempre coperto, per altri venti minuti. Ripetere l'operazione e lasciarlo cuocere almeno altri venti minuti.
 



A questo punto strappare il "coperchio" di alluminio e far cuocere ancora per cinque minuti sul piano più basso del forno e per ulteriori cinque minuti su quello più alto.

Portatelo in tavola intero (così, per fare un po' di scena), poi ritiratevi in cucina per porzionarlo: se doveste usare le mani e sporcarvi per bene almeno non ci saranno testimoni…

3 commenti:

  1. che meraviglia. Chissà se mi capiterà mai di vedere un gallo vero, con i suoi sassolini nella pancia :/
    Che si sa, c'è chi amerebbe ricevere fiori e chi un bel gallo da cucinare :D

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  2. Ah, cara Stefania, io sono sempre stata una sostenitrice del "regalo utile"! :-)

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  3. Bellissima ricetta! La aspettavo....
    Mai fatto un pollo arrosto così, sembra una meraviglia.
    Non vedo l'ora di provarci, bravissima!

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