mercoledì 25 novembre 2015

Un sabato pomeriggio di biscottini, chiacchiere, salatini e tessuti pregiati



Cristina (amica e “complice” in questo genere di avventure nonché generosissima padrona di casa) e io lo scorso sabato abbiamo organizzato la presentazione in città del lavoro di una bravissima tessitrice.

In ogni regione d’Italia fino a non molti decenni fa si tessevano tovaglie, lenzuola, tappeti e altra biancheria per la casa su telai azionati solo dalla forza delle braccia e della gambe (per tacer dello sforzo cui erano sottoposti gli occhi e le dita). Il lavoro era quasi sempre affidato alle donne e, alla produzione di oggetti di uso quotidiano, si affiancava quella della biancheria da corredo, impreziosita da ricami e inserti che a pieno titolo si possono considerare “arte”.

Oggi sono pochi i luoghi dove si conservano queste abilità e si tramandano queste tecniche. La Sardegna è forse una felice eccezione: qui la tessitura a mano è tenuta ancora in grandissima considerazione; in molti piccoli centri dell’isola si trasmettono le conoscenze e gli strumenti che la tengono viva di generazione in generazione. Le tecniche specifiche, così come i materiali (lana, lino e cotone) sono diverse da paese a paese; i disegni e i simboli sono ancora pieni di significato e spesso affondano le radici in tempi antichissimi.

Consiglio vivamente a chiunque venga sull’isola di mettere in agenda la visita a qualche laboratorio artigiano e di non perdere assolutamente il Murats (Museo Unicodell’Arte Tessile Sarda), che si trova a Samugheo, in provincia di Oristano. Qui, affidandosi a delle bravissime guide, si possono scoprire tante cose interessanti sulla tessitura, sui materiali, sui metodi e sui simboli.

E proprio da Samugheo viene Elena, tessitrice e cara amica, che ha portato un po’ della sua arte da noi. La giornata si è rivelata come la prima di un autunno che non si era ancora deciso a cominciare... e quindi pioveva, c’era vento e la temperatura era in picchiata: tutto come da previsioni meteo, una volta tanto.





Il minimo che potessi fare era rifocillare chi si è unito a noi con biscottini e salatini. Vi metto qui di seguito le ricette per le quali ho trovato spunto in rete, ma che ho un po' personalizzato. Sono tre, ma non spaventatevi: se vi organizzate bene e provvedete a preparare tutti gli ingredienti in modo da averli a portata di mano evitando così i "tempi morti", vi assicuro che sarà tutto pronto in circa due ore.

1. Biscottini alle mandorle e pistacchi.

Per 40 biscotti



300 g di farina di mandorle
300 g di zucchero bianco semolato*
3 albumi
30 g di curcuma in polvere
acqua di fiori d’arancio
40 pistacchi al naturale

Scaldare il forno e portarlo a 200° (modalità ventilato). Rivestire da carta da forno la placca e una seconda placca o tortiera dai bordi bassi.

Setacciare la farina di mandorle (se avete un macinino molto potente fatevela da soli con le mandorle intere e spellate) insieme allo zucchero.

Sbattere gli albumi con una forchetta (conservare i tuorli per altre preparazioni) e aggiungere la curcuma. Mescolare bene in modo che si sciolga perfettamente.

Unire gli albumi al mix di mandorle e zucchero e lavorare con una spatola per amalgamare bene.

Prelevare di volta in volta una piccola quantità di impasto con un cucchiaino da tè e con un secondo cucchiaino formare delle quenelle (gnocchetti ovali... qualcosa di simile a un pallone da rugby) e sistemarle sulla placca del forno a una certa distanza l’una dall’altra. Esaurire tutto l’impasto.

Diluire una decina di gocce di acqua di fiori d’arancio in una piccola ciotola piena d’acqua, bagnarsi man mano la punta delle dita e lisciare delicatamente la superficie di ogni “gnocchetto” appiattendolo un po’. Infine sistemare un pistacchio su ogni biscotto premendo delicatamente.

Cuocere a 200° per non più di 8 minuti. I biscotti si coloriranno solo un po’. Estrarli dal forno, attendere alcuni minuti, poi trasferirli a raffreddare su una griglia aiutandosi con una piccola spatola. Devono rimanere morbidi. Si conservano in una scatola ermetica per qualche giorno.

*per un risultato più fine si può utilizzare dello zucchero a velo

2. Biscottini all’olio d’oliva e cioccolato

Per circa 45 biscotti



200 g di farina di grano khorasan (commercialmente Kamut)
70 g di olio extravergine di oliva
1 tuorlo
1 cucchiaio di latte
½ baccello di vaniglia
1 cucchiaino da caffè di lievito per dolci
1 pizzico di sale
+
15 g di olio extravergine di oliva
80 g di cioccolato da copertura

Accendere il forno e portarlo a 200° (modalità ventilato). Rivestire la placca con carta da forno.

In una ciotola setacciare la farina insieme al lievito in polvere.

In una scodellina mescolare bene l’olio, il tuorlo (recuperato dalla precedente ricetta), il latte, il pizzico di sale e il contenuto di mezzo baccello di vaniglia prelevato con un coltellino.

Versare gli ingredienti liquidi nella farina e mescolare dapprima con una forchetta, poi impastare con le mani. Ricavare tante piccole palline e sistemarle sulla placca a una certa distanza l’una dall’altra.

Quando saranno tutte pronte praticare un piccolo incavo in ognuna con il pollice schiacciandole leggermente (nell’incavo andrà versato il cioccolato fuso).

Cuocere per 18 minuti. I biscotti non si coloriranno troppo.

Estrarre la placca dal forno e sistemarla in un punto fresco della cucina, senza spostare i biscotti. 

In un pentolino sciogliere il cioccolato con l’olio mescolando con una piccola spatola. Appena fuso utilizzare un cucchiaino da caffè per versarne una piccola quantità nell’incavo di ogni biscotto. Con quello che avanzerà “sporcare” i biscotti in modo irregolare. Lasciar solidificare.

Sono molto delicati: se non si consumano entro poche ore, chiuderli in un contenitore ermetico.

3. Salatini con pomodoro secco e pecorino

Per circa 50 salatini


250 g di farina di grano khorasan (commercialmente Kamut)
60 g di pecorino semistagionato grattugiato
40 g di latte intero
40 g di olio extravergine di oliva
3 pomodori secchi
un mazzetto di prezzemolo ed erba cipollina freschi

Accendere il forno e portarlo a 180° (modalità ventilato). Rivestire con la carta forno la placca e una seconda placca o una tortiera grande dai bordi bassi.

Setacciare la farina in una ciotola e poi formare una fontana.

In una ciotolina mescolare il latte con l’olio.

Tritare finemente le erbe. Lavare via il sale dai pomodori secchi, asciugarli e tritarli con la mezzaluna. Unire il trito sia di erbe, sia di pomodori al composto di olio e latte e mescolare.

Unire il formaggio alla farina, aggiungere il composto con l’olio e lavorare da subito con le mani.

Quando sarà tutto ben amalgamato e l’impasto sarà liscio, prelevare con le mani una piccola quantità per volta e formare delle palline o dei piccoli cilindri. Adagiarli sulle placche.

Quando saranno tutti pronti decorarli passando velocemente su ognuno una rotella tagliapasta, oppure praticare un piccolo taglietto con la punta di un coltello: lo scopo è quello di dare a ogni salatino l’aspetto di un piccolo pane.

Cuocere per 12, massimo 14 minuti. Estrarre i salatini e, dopo alcuni minuti, trasferirli su una griglia perché si raffreddino più velocemente.

Una volta ben freddi si possono conservare in una scatola ermetica per un paio di giorni.





2 commenti:

  1. Un pomeriggio piacevolissimo dove tra le coccole gentili della padrona di casa ho potuto deliziarmi dell'arte tessile , dell'arte culinaria e per dirla tutta anche letteraria. I tuoi post sono davvero affascinanti e la tua passione culinaria contaggiosa. Nel descrivere le ricette sei semplice e piacevole. Continueró a seguirti. Complimenti a te, a Cristina e ad Elena.

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  2. Grazie Miriam! Sei molto gentile! Mi fa molto piacere che tu ti sia trovata bene e che ti stia appassionando alla lettura del mio blog. Spero di continuare a contarti a lungo tra i miei lettori :-)

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