martedì 5 luglio 2016

Confettura di albicocche al timo

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La Sardegna, piccolo continente lungo duecento chilometri, offre prodotti agricoli meravigliosi. Prodotti che, se da un lato rimangono sconosciuti ai più e rischiano di scomparire travolti da varietà più produttive e più appetibili destinate a un mercato viziato e superficiale, dall’altro resistono bene in piccole aziende agricole e negli orti e, di recente, cominciano a suscitare nuovo interesse tra i consumatori più attenti. 

Tanto per fare un esempio, esistono ben venticinque varietà di ciliegie sarde, come la Furistera dolce e croccante; la Tenalgia piccola e intensamente profumata; la Carruffale precoce e agrodolce. E trenta varietà di susine, come la Limuninca di colore giallo intenso; la Corittu a forma di cuore e la Sighera dal sapore aromatico. E i fichi Monteleone con la buccia dal colore nero; i Rampellina con frutti grandi e dolcissimi o la varietà Bianca, che si gusta sia a fine giugno con frutti grandi e dal sapore delicato, sia a fine estate con frutti più piccoli ma tremendamente dolci. 

E poi ci sono le nespole del tipo Ciprò, piccoline e tipiche di Sassari, e infine le fantastiche albicocche della varietà Busuccio (o Bisuccio), piccole e piene di lentiggini rosse. E, di certo, non ne sto citando nemmeno la metà.


Con le albicocche di questa varietà, che quest’anno, se possibile, sono ancora più buone del solito, ci ho fatto una confettura che (me lo dico da sola!) è superlativa: una delle cose più buone che io abbia mai mangiato.


Per darle un piccolo tocco in più l’ho aromatizzata con il timo selvatico che cresce felicemente e abbondantemente in molti terreni; ottimo quello che si trova sul Monte Limbara, ma perfetto anche quello che si imbeve di aria di mare a Balai o sulla strada tra Sorso e Sennori. Ora è in fiore: sì, quei delicati e luminosi fiorellini viola sono quelli del timo selvatico.

Naturalmente la ricetta dovrebbe riuscire bene anche con altre varietà di albiocche e con il timo coltivato in giardino. 






1 kg di albicocche varietà Busucciu (pesate già senza nocciolo)

100 g di zucchero bianco

200 g di zucchero di canna

5 g di foglie di timo selvatico pulite

scorza (solo la parte gialla) di ½ limone



Portare a ebollizione un bicchiere d’acqua in un pentolino. Mettere in infusione le foglie di timo e la scorza di limone. Lasciar raffreddare completamente.



Dopo aver pulito le albicocche passarle con il passaverdura e raccoglierle in una pentola con il fondo pesante. Aggiungere lo zucchero.



Filtrare l’infusione di timo e limone e aggiungerla alla frutta.



Cuocere per circa 40 minuti, fino a che il composto non si addensa.



Invasettare in barattoli di vetro sterilizzati, chiudere bene il coperchio e lasciar raffreddare a testa in giù, così che si formi il sottovuoto. 



Questa confettura è ottima con il pane morbido, ma anche con quello croccante che vedete nella foto. Si tratta di una varietà di pane pistoccu prodotto dal Panificio Ciloche di Paulilatino (Oristano). Il pane pistoccu è molto croccante, può essere più o meno spesso e più o meno ruvido e si produce in tanti paesi della Sardegna in moltissime diverse varianti. Qui trovate la scheda informativa della Regione Sardegna. 


2 commenti:

  1. grazie per questo post, mi hai fatto conoscere altre meraviglie della tua terra !

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  2. Grazie, Chiara! C'è tantissimo da scoprire a da raccontare! :-)

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